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In Carinzia tra tradizioni popolari,
folklore e fantasia

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Il rito del "Kufenstechen" a Feistritz
Il rito del "Kufenstechen" a Feistritz
foto: Michael Gäbler

Le tradizioni popolari dell'Austria:

Non si può certo dire che un paese come l’Austria sia carente di itinerari, scelte, opzioni e cose da fare; idee per tutti i tipi, per soddisfare tutti i gusti, dal culturale al paesaggistico, percorsi in bici e mountain bike, musei, stazioni termali, centri benessere, laghi e chi più ne ha più ne metta. Ed è così che i nove regioni dell'Austria offrono un’ampia gamma di offerta turistica da provocare invidia.

Ciò di cui parlo in questa pagina sono degli itinerari all’insegna del folklore che anima le diverse festività e ricorrenze dell’anno, ma anche di una fantasia squisitamente austriaca tra luoghi da fiaba collocati tra foreste, boschi, nani, elfi, fate e gnomi che caratterizzano o a cui si sono ispirate storie e leggende dell’Austria.
Villacher Kirchtag
Vestiti tradizionali durante il Kirchtag a Villach
foto: www.villacherkirchtag.at

Le feste popolari in Carinzia:

È a Feistritz, nella valle del Gail in Carinzia, dove a Pentecoste si festeggia giocando al Kufenstechen, i cavalieri (i maschi celibi del paese) devono rompere con una mazza di ferro un mastello di legno. Chi ci riesce può accompagnare le ragazze nubili del paese nella piazza principale, per aprire le danze.

Durante la stagione estiva sono tipiche invece le ricorrenze per la vendemmia e il raccolto come quella che avviene il primo sabato di agosto a Villach in cui si celebrano i frutti della terra nel Villacher Kirchtag.
Klagenfurt
La Lindwurmbrunnen (fontana del drago) nella Neuer Platz (nuova piazza) di Klagenfurt
foto: Johann Jaritz

Il mondo magico delle favole e delle legende della Carinzia:

Trasferendoci poi in un universo che esula dal folclore l’Austria offre, oltre ai suoi magnifici palcoscenici naturali, angoli dove la fantasia e il fiabesco vengono concretizzati e i dove i sogni, per una volta, possono diventare realtà. Partendo proprio dal capoluogo della regione, Klagenfurt, il monumento e la leggenda del Lindwurm non possono che farci fantasticare. La leggenda della fondazione di Klagenfurt narra di un drago che viveva in una palude tra il fiume Drau e il lago Wörthersee e di abitanti provenienti da villaggi circostanti ridotti alla fame per accontentare la creatura sempre affamata. Il mostro poteva essere ucciso solo attraverso uno stratagemma: fu così che, costruita una torre, alcuni legarono ad una catena, con tanto di gancio dalle grandi dimensioni, un toro grasso come esca. Quando il drago uscì dalla sua palude per mangiare il bovino, infilzò la propria gola al gancio della catena e morì. La Fontana del Lindwurm, costruita nel 1593, resta il simbolo e l'emblema della città di Klagenfurt e della sua fondazione.

Rimanendo in zona una leggenda simile s’ispira alla creazione del Wörthersee. Dove ora si trova il lago si narra che una volta vi fosse una città. Gli abitanti, riunitisi poco prima della pasqua per i festeggiamenti, non si curarono del curioso omino che li ammoniva sulla loro condotta. La gente lo ignorava e, dopo un secondo avviso, l’omino reputò immeritevoli quelle persone al punto da aprire il rubinetto di una botte fatata e far sgorgare acqua fin tanto da annegare tutti i cittadini e generare un lago, il lago appunto del Wörthersee. Klagenfurt ricorda l’episodio con la statua Dwarf dedicata al Wörthersee  costruita nel 1965 da Heinz Goll e situata nella Arthur-Lemisch-Platz.

La statua Dwarf a Klagenfurt
che ricorda la "creazione" del Wörthersee
Proseguendo verso nord rispetto a Klagenfurt approdiamo a Friesach dove è stato creato l’Erlebnismuseum Virtuelle Mythenwelt, ovvero il museo del mondo virtuale dei miti. Qui grazie all’ausilio di potenti tecniche visive ed acustiche è possibile affrontare un’avventura nel passato, tra miti medievali e famose leggende come quelle di Merlino, Artù e i Cavalieri della tavola rotonda e persino all’interno di un bosco incantato con pietre parlanti.

Verso occidente, a pochi chilometri, ci si può addentrare nella verde regione del Gurktaler. Qui riposa il famoso Re dei Boschi dove anticamente, si dice, sorgesse il suo regno. A ricordarcelo è un parco tematico (Erlebniswanderweg König Waldgeist) con piacevoli e simpatiche figure intagliate nel legno che permettono di far rivivere questa leggenda in cui il sovrano riuscì, con l’ausilio degli spiriti degli alberi, dell’aria, dell’acqua e della medicina a sconfiggere una perfida strega chiamata Stumpelbein e salvare il suo bosco e i rispettivi abitanti del regno. È inoltre molto istruttivo ed educativo dal punto di vista naturalistico.

Un altro parco è situato a Gurk, un paese anch’esso circondato da boschi, conosciuto per il duomo medioevale. Per i bambini di tutte le età c’è lo Zwergenpark, dedicato ai nani. Si articola in alcuni sentieri con circa mille statue di gnomi e omini barbuti in diverse pose, abiti e ripresi in variegate faccende quotidiane. Numerose sono le zone per ristorarsi e sostare per assaporare la natura e l’atmosfera del parco dove è possibile inoltre disegnare e colorare sagome di nani appena osservati e incontrare un cantastorie.
 
Il "Märchenwandermeile" (Sentiero delle favole) a Trebesing è un paradiso per i bambini
foto: www.babydorf.at
Ma non è finita qui. A Trebesing, dopo non molta strada da Gurk, esiste un vero e proprio sentiero delle favole lungo 3 chilometri, il Märchenwandermeile. L’inizio dell’esplorazione avviene prendendo un trenino/navetta chiamato Taca Tuca. All’ingresso una sorta di ‘antipasto’ con animali persino da accarezzare funge da introduzione al magico parco fino all’attraversamento di una profonda gola, la Drachenschlucht o Orrido del Drago, reso possibile grazie ad un ponte sospeso che per la sua lunghezza (175 metri) è il più lungo delle alpi. Si passa in mezzo ad un bosco fatato dove si possono trovare diverse attrazioni nonché personaggi viventi di qualche fiaba.
Testo: Daniele Brina

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