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La resistenza austriaca contro Hitler (1)

Il testo e le foto in queste pagine facevano parte di una mostra dedicata alla resistenza austriaca al nazismo.
Sono pubblicate qui con il gentile permesso dell'Associazione Biblioteca Austriaca di Udine: www.abaudine.org.
Prima parte:
 la resistenza dei civili: comunisti e socialisti, resistenti per ragioni di fede, insegnanti.

Volantino dei nazisti diffuso durante la guerra che vieta l'ascolto di emittenti radiofoniche straniere,
pena la reclusione.

La differenza rispetto ad altri paesi paesi occupati

A differenza che nei vari paesi occupati dai nazisti, ove la resistenza era considerata dalla popolazione come un comportamento patriottico ed eroico, e viceversa i collaboratori venivano isolati e disprezzati, in Austria accadde il contrario. Molti austriaci che si opponevano al regime vennero denunciati come traditori dai loro compatrioti, e ciò rese ovviamente ancora più difficile la loro peraltro già rischiosissima attività.

Si possono sostanzialmente identificare due gruppi di resistenti: gli appartenenti alla classe operaia, ivi compresi i socialisti e, soprattutto, i comunisti, e il gruppo dei cattolici / conservatori. Le loro motivazioni erano varie: politiche ovviamente per alcuni, religiose, sociali, umanistiche o patriottiche per altri.

Come si esprimeva la resistenza?

L’attività di resistenza consisteva prevalentemente in propaganda, soprattutto, ma non solo, nelle fabbriche, raccolta di denaro per i perseguitati, lotta partigiana. Si trattava comunque sempre di iniziative clandestine. In un solo caso vi fu una manifestazione di aperto dissenso al regime: il 7 ottobre 1938 a Vienna, quando circa 10.000 cattolici convennero in piazza S. Stefano in occasione della Festa del Rosario, e presero a protestare contro le violenze nei confronti della Chiesa cattolica. La repressione fu brutale come sempre: botte, arresti, reclusioni in campo di concentramento.

La resistenza da parte dei civili non fu sostenuta dalle chiese cattolica e protestante. In forme analoghe sia l’una che l’altra cercarono – facendo assai male i loro conti – un modus vivendi con il nazismo, con benefici praticamente nulli, a tutto discapito della credibilità delle loro istituzioni, e gettando nello sconforto e nel disorientamento i credenti più autentici.
Katharina Golob, diciottenne di Villacco unitasi ai partigiani e caduta nel 1945
Katharina Golob, diciottenne di Villacco
unitasi ai partigiani e caduta nel 1945

La resistenza in numeri

È difficile quantificare il numero di civili austriaci che presero parte attiva alla resistenza. Si calcola che furono in 100.000 gli austriaci incarcerati per ragioni politiche, almeno 2.700 i condannati a morte, circa 32.000 i morti nei campi di concentramento. In queste cifre sono però compresi anche perseguitati di varia natura, ebrei esclusi.

Più significativo è il confronto tra i 100.000 austriaci incarcerati per ragioni politiche e pertanto considerabili come quasi certamente facenti parte della resistenza, e i 700.000, sempre austriaci, membri del partito nazista e quindi dichiaratamente favorevoli al regime.

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