Viaggio in Austria - letteratura e cultura

Herbert von Karajan

Il New York Times ha definito Herbert von Karajan il più famoso direttore d'orchestra del mondo fino ad ora. Articolo a cura di Daniele Brina.
Herbert von Karajan
Herbert von Karajan (1908-1989)
foto: 
www.fanpix.net/picture-gallery

Il giovane Karajan

Heribert Ritter Karajan nasce il 5 aprile 1908 a Salisburgo da una famiglia di origine greca. Il padre è un medico e anche un discreto clarinettista. Il giovane Herbert, così ribattezzato, inizia a prendere lezioni di pianoforte da Franz Ledwinka alla tenera età di quattro anni. Tra il 1916 e il 1926 studia e si forma al Mozarteum, il conservatorio di Salisburgo, dove viene subito incoraggiato alla professione di direttore d’orchestra anziché a quella di pianista, ma tuttavia con questa carica fa la sua prima apparizione pubblica nel 1917. Per soli due anni, tra il 1926 e il 1928 è iscritto al Politecnico di Vienna come studente di ingegneria, ma la sua strada è ormai nella direzione d’orchestra. Nel 1929 fa il suo esordio: dirige Salomè nel Festspielhaus di Salisburgo. Subito raccoglie un successo impensato. Tra il 1929 e il 1934 ricopre l’incarico di Maestro di cappella al teatro statale di Ulm, dove dirige tra le altre cose Le nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart. È del 1933 il suo debutto in qualità di direttore al Festival di Salisburgo; soprintende le musiche per la Walpurgisnacht, la Notte di Valpurga all’interno del Faust prodotto da Max Reinhardt.

Durante il nazismo

Nel medesimo anno Karajan aderisce al partito nazista, ma fu poco interessato alla politica. Il rapporto di Herbert von Karajan con il nazismo è da sempre controverso. L’iscrizione al partito è stata la cifra da pagare per il posto come direttore musicale allo Stadtteather di Aquisgrana. Infatti, negli anni tra il 1933 e il 1945, chi vuole lavorare in Germania come musicista, pittore, attore o scrittore deve scendere a patti con il regime di Hitler, altrimenti perde il lavoro o è costretto ad emigrare. Inizialmente i nazisti vedono il direttore di buon occhio, ma soprattutto come uno strumento per celebrare i fasti della grande Germania. Ben presto però arrivano i primi problemi come quello di suonare musica sacra. Quando nel 1942 sposa in seconde nozze Anita Gütermann, una donna di origini ebraiche per un quarto (Vierteljüdin), il legame del musicista con il partito si deteriora del tutto.

Tra il 1935 e il 1942 dirige numerosi concerti sinfonici presso il teatro d’opera di Aachen. Nel 1937 giunge la nomina come Generalmusikdirektor più giovane della Germania e inizia a girare l’Europa: Bruxelles, Amsterdam, Stoccolma. Nello stesso anno debutta con i Berliner Philharmoniker all’Opera di Stato di Berlino con Fidelio. Dirige il Tristan und Isolde e nel 1938 registra, in collaborazione contrattuale con la Deutsche Grammophon, l’Ouverture tratta dal Die Zauberflöte di Mozart presso la Staatskapelle di Berlino. Nel mese di luglio sposa la cantante d’operetta Elmy Holgerlöf conosciuta ad Aachen, da cui divorzia quatto anni più tardi. Dal 1939 al 1945 assume la carica di direttore d’orchestra allo Staatsoper Unter den Linden di Berlino.
Herbert von Karajan
Herbert von Karajan, nel 1941
foto: Bundesarchiv

Gli anni del dopoguerra

Dopo la guerra Karajan paga lo scotto del processo di denazificazione; per mesi non può infatti tornare al proprio lavoro. Il primo incarico arriva nel 1946 al Festival di Lucerna; nello stesso anno dirige i Wiener Philharmoniker a Vienna ma gli viene vietato, dalle forze d’occupazione russe, la partecipazione a concerti pubblici, fino al 1947. Nel 1948, sempre alla direzione dei Wiener Philharmoniker, è a Salisburgo per Le nozze di Figaro, Orfeo ed Euridice, ed Ein Deutsches Requiem; diventa direttore artistico della Gesellschaft der Musikfreunde di Vienna e dell’orchestra sinfonica fino al 1960; nel 1949 dirige la Nona di Beethoven e la Messa da requiem di Verdi. Nella stagione 1950-51 dirige il Tannhäuser e Don Giovanni; incide alcuni atti de Die Walküre per la casa discografica Columbia a Bayreuth, dove dirige tra l’altro la stessa opera, L’oro del Reno, Sigfried, Il crepuscolo degli dei e I maestri cantori di Norimberga al Festspielhaus. Nel 1955 viene nominato direttore principale dell’Orchestra filarmonica di Berlino; tra il 1948 e il 1960 collabora intensamente con la Philarmonia Orchestra di Londra.

Tra il 1959 e il 1964 è direttore artistico del Teatro dell’Opera di Vienna; nello stesso periodo è ospite principale del Teatro alla Scala di Milano nonché direttore unico della stagione di Opera Tedesca; tra il 1957 e il 1960 guida il Festival di Salisburgo. Nel 1958 conosce la fotomodella francese Eliette Mouret e dopo pochi mesi si sposa con lei. Da questa unione nascono le due figlie Isabelle nel 1960 e Arabelle nel 1964. La fine degli anni Cinquanta e l’inizio degli anni Sessanta è l’epoca dei tour con i Berliner Philharmoniker: Nord America, Giappone, Nord Europa, Inghilterra.

Nel 1963 inaugura la Philharmonie Concert Hall di Berlino con la Nona Sinfonia di Beethoven e dirige la prima rappresentazione nella Staatsoper di Vienna de L'incoronazione di Poppea di Claudio Monteverdi. Quattro anni più tardi fonda il Festival di Pasqua di Salisburgo che dirige fino alla sua morte. Ogni anno vi allestisce un’opera con i Filarmonici di Berlino.

Nel 1980 effettua la prima registrazione digitale a Berlino, il Flauto magico di Mozart e l’anno seguente presenta il sistema audio digitale compact disc durante il Salzburg Festival di Pasqua. Nel 1987 Karajan dirige il Concerto di Capodanno con la Filarmonica di Vienna con copertura televisiva in tutto il mondo. Continua incessantemente a incidere e ad esibirsi. Del 1988 è la direzione al Großes Festspielhaus del Ein deutsches Requiem di Brahms. Il 23 aprile 1989 è la data della sua ultima apparizione in pubblico nella sala d’oro del Musikverein insieme ai Wiener Philharmoniker con l’esecuzione della Settima sinfonia di Anton Bruckner. Muore il 16 luglio 1989 nella villa di Anif, nei pressi di Salisburgo, per un arresto cardiaco.

La grandezza di Herbert von Karajan

La grandezza di questo direttore d’orchestra, che non a caso il New York Times ha definito il più famoso del mondo fino ad ora, è racchiusa nella capacità di saper estrapolare un suono meraviglioso dall’orchestra, concretizzando effetti acustici magnifici e udibili in qualsiasi repertorio, in musiche diverse e persino nelle registrazioni. Proprio per quest’ultime Karajan ha un ruolo di tutto rilievo: partecipa attivamente allo sviluppo tecnologico per la registrazione e riproduzione in digitale. Con lui il direttore d’orchestra diventa una personalità centrale in grado di marcare lo scenario musicale a 360 gradi oltre che deciderne sviluppi, curvature, indirizzi. L’interesse e il dinamismo del maestro si sono poi propagati anche alla documentazione musicale creando una figura di artista versatile e completa.
Testo: Daniele Brina

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